Come funziona la Mediazione Familiare?

La Mediazione Familiare è un percorso che si articola in un numero variabile di incontri (generalmente dai 6 ai 10 incontri), nei quali le due parti della coppia in presenza di un terzo neutrale, il mediatore familiare, affrontano tutti gli argomenti che necessitino di trovare un accordo e vengono aiutati a trovare delle soluzioni che entrambi ritengano accettabili e il più possibile soddisfacenti.
Nel corso degli incontri possono essere trattati aspetti economici (mantenimento, divisione dei beni comuni…), aspetti organizzativi (custodia, gestione e turni di cura dei figli..) o altri temi che le parti sentano la necessità di voler affrontare per raggiungere un accordo.
Gli incontri non sono incentrati sull’analisi profonda dei vissuti delle parti, né sull’esplorazione del passato della coppia, ma vogliono principalmente focalizzarsi sugli aspetti pratici e concreti della vita presente e futura.
Al termine del percorso il mediatore redigerà un accordo scritto, in cui verranno dettagliatamente riepilogati tutti gli accordi voluti e disposti dalla coppia; tale accordo verrà consegnato ad un avvocato il quale si occuperà dell’omologazione presso il Tribunale competente, qualora la coppia volesse procedere in questa direzione.  Il mediatore aiuta le parti ad esprimere le reciproche esigenze ed emozioni, a creare un clima di ascolto e reciproco scambio, gestendo il conflitto in modo produttivo e favorendo la comunicazione (laddove essa si interrompa o tenda ad oscurare una delle due parti), facilita l’identificazione dei problemi, la considerazione di diverse alternative e favorisce nelle parti la ricerca di quelle soluzioni che la coppia stessa reputi più adeguate alla propria situazione.
A differenza di un contenzioso legale, nella Mediazione Familiare le due parti rimangono gli unici decisori e responsabili delle decisioni riguardanti la propria vita futura, favorendo in questo modo il mantenimento nel lungo periodo degli accordi presi. Il mediatore non ha alcun potere decisionale, non può quindi imporre alcuna soluzione, ma aiuta le parti ad analizzare con cura ogni aspetto delle decisioni da prendere, vagliando insieme ad esse più opzioni possibili e facilitando il raggiungimento di soluzioni condivise nella coppia.  Il mediatore familiare non offre inoltre consulenza legale, né psicologica o pedagogica, né attua una terapia di coppia. In quanto terzo neutrale, il mediatore non esprime giudizi sull’adeguatezza dell’operato degli ex partner, né fornisce consigli o soluzioni. Il mediatore crea le condizioni grazie alle quali le parti possano incontrarsi in un ambiente favorevole al dialogo e possano sperimentare modalità comunicative nuove, ha il compito di gestire il processo relazionale che porterà le due parti a confrontarsi, in un clima di accettazione e assoluta riservatezza, sui temi che essi vorranno trattare, per trovare soluzioni ed accordi.

Quando e perché scegliere la Mediazione Familiare?

La Mediazione Familiare, promuovendo la logica in cui da una separazione non si esce né vincitori né vinti, può essere scelta in tutte quelle situazioni in cui entrambi le parti della coppia manifestino la volontà di collaborare in vista di una separazione il meno dolorosa possibile, per agevolare il proprio processo di elaborazione della separazione stessa e per mantenere vivo il senso di co-genitorialità che rimane un filo conduttore, anche dopo la divisione di una coppia.
A seguito di una separazione e di un divorzio viene infatti a cessare il legame d’amore che aveva portato i due partner ad unirsi ma, laddove vi siano dei figli, la continuità genitoriale di entrambi richiede il mantenimento nel tempo di momenti di scambio e condivisione tra i genitori. In virtù di questo responsabile impegno per la vita nei confronti dei propri figli, la Mediazione Familiare ha l’intento di salvaguardare uno spazio di relazione, di creare un clima comunicativo che, dentro e fuori dalle stanze della mediazione, possa aiutare i due genitori ad interpretare il loro ruolo in modo collaborativo e vantaggioso per il benessere dei figli.
Nello spazio dedicato alla Mediazione Familiare si possono infatti apprendere nuovi modi di comunicare e ascoltare l’altro, così come nuove modalità per farsi comprendere dall’altra parte. Capire e saper gestire il conflitto in modo funzionale e produttivo diventano competenze fondamentali che possono poco alla volta essere apprese e rendono l’esperienza della separazione meno aspra e dolorosa.
Sinteticamente, si possono dunque riassumere alcuni importanti punti di forza della Mediazione Familiare, per evidenziare da un lato i vantaggi immediati di questo percorso, dall’altro gli effetti duraturi che da esso possono derivare:
- ridurre i tempi della separazione, diminuendo i costi economici ed evitando lunghe ed emotivamente logoranti battaglie tra le parti
- favorire la comunicazione e la collaborazione degli ex coniugi
- sviluppare e favorire il senso di co-genitorialità come elemento fondamentale per una crescita armoniosa dei propri figli
- accompagnare i coniugi a prendere decisioni condivise e a responsabilizzarsi sul mantenimento nel lungo periodo delle loro stesse scelte
Per sviluppare al meglio le potenzialità derivanti dalla Mediazione Familiare, è importante il motivato e personale impegno alla cooperazione da parte della coppia che decide di partecipare a questo percorso.

Chi è il mediatore familiare?

Il mediatore familiare è un professionista, che oltre ad avere uno specifico background di formazione professionale nell'ambito psicologico (o in alcuni casi giuridico), ha effettuato uno specifico corso di formazione professionale sulla mediazione familiare ed un periodo di tirocinio specifico su quest'attività.

 Per la delicatezza degli argomenti trattati e della specifica fase di vita che la coppia attraversa nel corso di una mediazione familiare, è di fondamentale importanza che il mediatore familiare conosca e sappia gestire le dinamiche psicologiche della coppia. A questo fine, la figura dello psicologo-mediatore familiare risulta altamente competente nella gestione di questo percorso, per la capacità di cogliere e trattare le sfumature relazionali che spesso possono rendere molto faticosi i processi di separazione.